Carnevale 2026, arriva la notizia che nessuno si aspettava: per quest’anno sono vietati non solo i coriandoli, ma anche le stelle filanti.
C’è un dettaglio che, ogni anno, accompagna le immagini più iconiche della città lagunare durante l’inverno. È leggero, colorato, apparentemente innocuo. Lo si vede volteggiare tra calli e campielli, galleggiare sull’acqua, infilarsi ovunque. Eppure, proprio questo elemento familiare è finito sotto osservazione.
Carnevale 2026: vietati i coriandoli e le stelle filanti Csa.cs.it
Nel 2026 Venezia ha deciso di intervenire. In silenzio, senza clamore, ma con un segnale chiaro: alcune abitudini non sono più compatibili con il futuro della città. Dopo i riflettori, dopo la musica e le sfilate, resta sempre qualcosa. Piccoli frammenti difficili da raccogliere, che scivolano nelle caditoie, finiscono nei rii, si depositano nei canali. Con la pioggia diventano un problema concreto, causando intasamenti, costi di pulizia elevati e un impatto diretto su un ecosistema fragile.
Brutte notizie per questo Carnevale 2026: divieto assoluto di coriandoli e stelle filanti
Negli ultimi anni l’attenzione verso questi residui è cresciuta. Associazioni ambientaliste e operatori urbani lo segnalano da tempo: ciò che viene disperso durante grandi eventi è una delle principali fonti di microinquinamento urbano.
Dal 2026, al Carnevale di Venezia sarà vietato l’uso di coriandoli e stelle filanti in plastica. L’ordinanza, firmata dal sindaco Luigi Brugnaro, riguarda l’intero territorio comunale e non solo gli eventi ufficiali: stop anche a feste private e manifestazioni collaterali che utilizzano materiali non biodegradabili.
Brutte notizie per questo Carnevale 2026: divieto assoluto di coriandoli e stelle filanti Csa.cs.it
L’obiettivo è chiaro: proteggere canali, rii e decoro urbano, invitando cittadini e visitatori a scegliere prodotti naturali, compostabili e facilmente smaltibili. Un gesto semplice, ma dal forte valore simbolico, che si inserisce nel percorso di “Venezia plastic free”, il progetto con cui l’amministrazione punta a ridurre progressivamente la plastica monouso.
Secondo Plastic Free Onlus, che ha accolto positivamente la decisione, interventi di questo tipo sono fondamentali per limitare la dispersione di plastica durante eventi ad alta affluenza, spesso sottovalutata ma estremamente dannosa nel lungo periodo.
Ambiente, sicurezza e nuove regole per la festa
Il cambiamento non riguarda solo l’aspetto ambientale. In occasione degli eventi più affollati, come il Corteo acqueo, saranno attive anche misure dedicate alla sicurezza urbana: divieto di vendita e trasporto di contenitori in vetro, lattine chiuse, bottiglie tappate e spray urticanti in specifiche fasce orarie.
Le sanzioni previste vanno da 25 a 500 euro, a conferma di un approccio che punta a coniugare spettacolo, tutela ambientale e ordine pubblico.
Il Carnevale di Venezia, ancora una volta, si trasforma. Rimane la magia, restano le maschere, resta la meraviglia. Ma qualcosa cambia: la festa guarda avanti, dimostrando che tradizione e responsabilità possono convivere. E che anche un piccolo gesto può fare la differenza, soprattutto in una città che vive sull’acqua.