Lo Stato italiano prevede un ricco bonus per chi assiste le persone disabili: cosa fare per ottenere i 400 euro al mese previsti.
In queste settimane, tra corridoi istituzionali e discussioni serrate tra le forze politiche, una prospettiva inedita di sostegno economico alle famiglie italiane ha iniziato a circolare con sempre maggiore insistenza. Non è ancora una certezza normativa né una misura già operativa, ma le anticipazioni e i documenti emersi delineano un quadro che — se confermato — potrebbe segnare una svolta significativa nel modo in cui lo Stato italiano riconosce e supporta chi dedica tempo, energie e spesso sacrifici personali alla cura di un proprio caro.

Le conversazioni più recenti tra esperti di welfare, addetti ai lavori e membri del Governo ruotano attorno a un tema delicato e dal forte impatto sociale, che coinvolge decine di migliaia di famiglie in modo discreto ma profondo. In un contesto economico sempre più complesso, e con un welfare che cerca di rispondere a bisogni crescenti, la questione è diventata uno degli argomenti più dibattuti tra chi si occupa di politiche di inclusione e chi lavora quotidianamente accanto alle persone in situazione di fragilità.
Tra manifestazioni silenziose di quotidiano impegno assistenziale e richieste crescenti di tutela giuridica, si intravede l’idea di un riconoscimento formale per chi svolge un’attività di cura familiare, che va ben oltre il semplice aiuto occasionale e si traduce in un ruolo quasi professionale, pur restando informale.
Il cuore della misura: un contributo per chi assiste
La proposta — contenuta in un disegno di legge approvato in Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2026 — mira a dare una struttura normativa organica alla figura del caregiver familiare, ossia chi assiste regolarmente e con continuità un proprio congiunto non autosufficiente. Secondo le anticipazioni ufficiali, il provvedimento definisce per la prima volta criteri chiari per la qualifica e il riconoscimento di questa figura, distinguendo i livelli di impegno assistenziale e prevedendo un sistema di tutele correlate.

È su questa base che, nelle pieghe del testo legislativo, si intravede un possibile meccanismo di sostegno economico destinato a chi assume questo ruolo: la norma, infatti, prevede che l’INPS possa erogare un contributo mensile fino a 400 euro, pensato per alleviare il peso che un impegno così intensivo può rappresentare per un bilancio familiare già sotto stress.
Solo a questo punto entriamo nel cuore della questione che sta facendo discutere: il contributo economico fino a 400 euro al mese. Questa somma non rappresenta un semplice bonus estemporaneo, ma è pensata come parte integrante di un più ampio schema di riconoscimento giuridico e sociale dei caregiver familiari.
Secondo le bozze della proposta, il contributo — esentasse e non soggetto a tassazione — verrebbe erogato con cadenza periodica dall’INPS a chi porta avanti un assistenza continuativa e qualificata. Non si tratta di un diritto immediato e già disponibile: il provvedimento dovrà completare il suo iter parlamentare e saranno poi definiti criteri più stringenti per l’accesso (come ore di cura prestata, reddito personale e indicatori ISEE).





