Sostituzione stufa a gas con quella a pellet: l’esperto ci spiega le differenze e quando conviene farlo

Prima di procedere con una sostituzione della stufa a gas con quella a pellet è importante conoscere le differenze: ecco cosa dice l’esperto e quando conviene farlo.

Ridurre le spese, rendere la casa più efficiente e svincolarsi dalle fonti fossili è diventato un obiettivo concreto per molte famiglie. Il caro energia, l’incertezza sui prezzi e le nuove politiche ambientali stanno spingendo sempre più persone a valutare alternative al tradizionale riscaldamento a gas.

uomo sorridente che fa ok, stufa a pellet e stufa a gas come sfondo
Sostituzione stufa a gas con quella a pellet: l’esperto ci spiega le differenze e quando conviene farlo Csa.cs.it

In particolare, chi vive in zone rurali o non metanizzate sa bene quanto il costo del Gpl possa incidere sul bilancio familiare. Ed è proprio in questi contesti che sta emergendo una soluzione spesso sottovalutata, ma sempre più diffusa. Quando si parla di sostituire un vecchio impianto di riscaldamento, il primo dubbio riguarda la fattibilità tecnica. È necessario rifare tutto? Bisogna cambiare termosifoni e tubazioni? Servono lavori invasivi?

Sostituzione stufa a gas con quella a pellet: ecco cosa bisogna sapere per non commettere errori

Nella maggior parte dei casi, l’impianto di distribuzione del calore può rimanere invariato. Radiatori e tubazioni già presenti continuano a funzionare correttamente, salvo situazioni di forte obsolescenza o impianti mal dimensionati. Gli interventi, quando richiesti, dipendono più dallo stato generale dell’impianto che dalla nuova tecnologia scelta.

pellet
Sostituzione stufa a gas con quella a pellet: ecco cosa bisogna sapere per non commettere errori Csa.cs.it

Diverso è il discorso per la canna fumaria, che deve essere adeguata alle caratteristiche del nuovo generatore. Spesso, però, è possibile riutilizzare la struttura esistente del camino, inserendo al suo interno una nuova canna fumaria conforme alle norme di sicurezza.

Anche lo spazio gioca un ruolo importante. Il locale tecnico può spesso essere lo stesso della vecchia caldaia, ma occorre prevedere più volume: servono infatti un accumulo di acqua calda e uno spazio per il combustibile. In alternativa, alcune soluzioni consentono di sfruttare locali esterni o aree secondarie dell’abitazione.

La rivelazione: perché sempre più famiglie scelgono il pellet

La soluzione perfetta sembra essere la caldaia a pellet, una tecnologia a biomasse che utilizza una fonte rinnovabile, oggi molto evoluta e regolamentata. Le caldaie a pellet moderne sono certificate secondo il DM 186/2017, con classi che vanno da 2 a 5 stelle. La classe 5 stelle rappresenta lo standard di riferimento: garantisce basse emissioni, alti rendimenti, piena conformità alle normative regionali e accesso agli incentivi statali.

Un aspetto decisivo è il corretto dimensionamento. Una caldaia a pellet non deve essere sovradimensionata: per ottenere le massime prestazioni serve un progetto su misura, basato sul reale fabbisogno energetico dell’edificio, sull’isolamento e sui volumi da riscaldare.

Per l’acqua calda sanitaria esistono diverse soluzioni, dal bollitore dedicato ai sistemi con accumulo o scambiatori istantanei, anche integrati nel generatore. Il mercato offre configurazioni adatte a ogni esigenza di spazio e comfort.

maniche mantengono del pellet e stufa
Sostituzione stufa a gas con quella a pellet: ecco cosa bisogna sapere per non commettere errori Csa.cs.it

L’investimento iniziale può variare indicativamente tra 10.000 e 25.000 euro, a seconda dell’impianto e delle condizioni di partenza. Una cifra importante, ma fortemente ridimensionata dagli incentivi disponibili.

Il Conto Termico GSE consente rimborsi diretti fino al 65% della spesa, mentre l’Ecobonus o bonus ristrutturazione permette una detrazione fiscale del 50% in dieci anni.

Sul fronte dei consumi, i numeri parlano chiaro: il pellet resta una delle fonti più convenienti. A parità di energia prodotta, costa sensibilmente meno di gas naturale, gasolio e soprattutto Gpl. Un vantaggio che nelle aree non metanizzate diventa ancora più evidente.

Ambiente, valore della casa e manutenzione

Oltre al risparmio economico, c’è il beneficio ambientale. Sostituire una fonte fossile con una rinnovabile consente di ridurre drasticamente l’uso di energia non rinnovabile e spesso di migliorare di due o più classi energetiche l’edificio, aumentando anche il valore dell’immobile.

Quanto alla manutenzione, le caldaie a pellet di nuova generazione non sono molto più impegnative rispetto a quelle a gas. Le operazioni principali per l’utente sono il carico del pellet e la rimozione delle ceneri, mentre la manutenzione tecnica è generalmente annuale, come già avviene per le caldaie tradizionali. Una scelta che, numeri alla mano, sta convincendo sempre più famiglie a cambiare strada.

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