Proprio nel pieno dell’inverno arriva la notizia che nessuno mai avrebbe voluto ricevere: nuovi (ed importanti) aumenti sui termosifoni, si parla di quasi 600 euro.
Per quanto siano diversi gli accorgimenti da utilizzare per avere casa sempre calda d’inverno, si può dire che gli unici dispostivi che garantiscono un certo calore per tutto il giorno sono proprio i termosifoni. Facili da accendere, soprattutto se collegati ad una caldaia autonoma, e semplici da gestire, i caloriferi rappresentano l’unica (e valida) soluzione per sopportare le rigide temperature dell’inverno.

Senza i termosifoni, quindi, sarebbe veramente difficile resistere all’inverno e, nonostante i suoi costi e l’aumento delle bollette, nessuno mai penserebbe di rinunciarci. Per chi, però, non ne può fare completamente a meno, arriva una notizia veramente bruttissima: nei prossimi mesi, il prezzo dei caloriferi aumenterà ed anche di parecchio.
In un momento storico in cui il costo delle utenze è già alle stelle e milioni di famiglie non riescono nemmeno ad arrivare a fine mese, la notizia dell’aumento del prezzo dei termosifoni non ci voleva proprio. Tuttavia, come dimostra un recentissimo studio di Bip, sembrerebbe che sia proprio questa la situazione che l’Italia subirà nei prossimi mesi.
Perché nei prossimi mesi il prezzo dei termosifoni aumenterà tantissimo: il motivo lascia di stucco
Secondo uno studio di Bip, multinazionale di consulenza strategica con esperienza nell’analisi degli impatti economici, industriali e regolatori delle politiche di transizione energetica, sembrerebbe che nei prossimi mesi i costi dei termosifoni lieviteranno. Sebbene non si sappia ancora con certezza a quanto ammonti l’aumento, si stima che gli italiani potrebbero pagare fino a 600 euro in più.

Si tratta, da come si può chiaramente comprendere, di una notizia veramente assurda, che però non ha nulla a che vedere con decisioni prese dal Governo italiano, bensì dall’entrata in vigore – a partire dalla stagione 2027/208 – del meccanismo Ets2 non solo nel trasporto stradale ma anche nel sistema del riscaldamento.
Commissionato da Assogasliquidi-Federchimica, che quantifica i possibili incrementi collegati all’applicazione dell’Ets2, lo studio di Bip ha quantificato l’aumento che una scelta del genere comporterebbe ed ha rivelato delle cifre veramente spaziali. Si parla, infatti, di costi che variano tra 2 e 15 miliardi per il trasporto stradale e tra 0,7 e 5 miliardi per il residenziale al 2030.
Dei numeri, da come si può chiaramente comprendere, veramente assurdi, che senza alcun dubbio non passeranno inosservati. Ad oggi, in effetti, la situazione è già delicata per sé, figurarsi se gli italiano dovranno affrontare un altro aumento.





