Milioni di ISEE irregolari: controlli a tappeto dell’Agenzia delle Entrate

Per anni è passato inosservato, nascosto tra moduli, autocertificazioni e dichiarazioni compilate in fretta.

Un dettaglio apparentemente tecnico che oggi, però, sta diventando una questione centrale per la distribuzione di benefici pubblici, agevolazioni e sconti fiscali.

donna fa conti con calcolatrice e logo agenzia delle entrate
Milioni di ISEE irregolari: controlli a tappeto dell’Agenzia delle Entrate

La Pubblica amministrazione ha iniziato a incrociare informazioni, confrontare archivi, automatizzare verifiche. E ciò che sta emergendo non è un semplice errore statistico, ma un fenomeno di dimensioni molto più ampie del previsto.

Dietro questa operazione c’è un principio chiave, rimasto a lungo solo sulla carta, che ora il decreto Pnrr punta a rendere finalmente operativo. Ed è proprio qui che il quadro cambia radicalmente.

Un’enorme mole di informazioni non combacia

La progressiva digitalizzazione delle banche dati pubbliche ha acceso un faro su incongruenze che prima restavano sommerse. Redditi che non coincidono, patrimoni sottostimati, nuclei familiari “variabili” a seconda della convenienza.

uomo e donna fanno controlli e logo inps
Il nodo è l’ISEE (e sta per cambiare tutto)

Secondo le ultime verifiche, oltre un milione e mezzo di posizioni presentano anomalie. In alcuni casi si tratta di errori materiali, in altri di vere e proprie forzature che alterano l’accesso a bonus, esenzioni e tariffe agevolate. Un sistema che, così com’è, rischia di penalizzare chi dichiara correttamente e favorire chi aggira le regole. È a questo punto che entra in gioco il cambiamento più rilevante previsto dal Pnrr.

Il nodo è l’ISEE (e sta per cambiare tutto)

Il numero che non torna riguarda l’ISEE. Oltre 1,7 milioni di dichiarazioni risultano irregolari:

  • errori reddituali o patrimoniali, con valori non coerenti con i dati fiscali disponibili;

  • errori anagrafici, legati alla composizione del nucleo familiare.

Situazioni che incidono direttamente sull’assegnazione di risorse pubbliche. Per questo il decreto Pnrr punta ad applicare davvero il principio del “once only”: la Pa non dovrà più chiedere ai cittadini informazioni che possiede già.

Grazie alla Piattaforma digitale nazionale dati, comuni, università e altri enti potranno ottenere l’ISEE direttamente dalle banche dati interoperabili, senza passare dalle autocertificazioni. Un sistema che permetterà controlli più rapidi, meno burocrazia e verifiche incrociate automatiche, riducendo lo spazio per errori e abusi.

Il potenziamento della piattaforma – finanziato con 556 milioni di euro del Pnrr – servirà anche a gestire l’aumento atteso delle dichiarazioni nei prossimi anni, soprattutto dopo l’innalzamento delle soglie che escludono la prima casa dal patrimonio ISEE. Una rivoluzione silenziosa, partita dai dati, che promette di cambiare il modo in cui lo Stato guarda alle dichiarazioni dei cittadini. E, soprattutto, a chi ha davvero diritto agli aiuti.

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