Suona la sveglia, apri gli occhi e, quasi senza pensarci, allunghi la mano verso il cellulare. Ma non lo fai solo per spegnere la sveglia. Lo fai come gesto automatico, quotidiano, che accomuna milioni di persone.
Di solito lo fai per dare un’occhiata a Whatsapp e controllare i social. Ma cosa dice la psicologia di questa abitudine così diffusa? Non si tratta solo di curiosità o di noia mattutina: il modo in cui iniziamo la giornata racconta molto del nostro stato mentale ed emotivo.

Secondo diversi studi psicologici, controllare il telefono appena svegli non è un comportamento neutro. Può avere significati diversi, a seconda delle motivazioni che lo guidano e della frequenza con cui si ripete.
Guardare il telefono appena inizia la giornata: le spiegazioni degli psicologi
Per molte persone, il primo sguardo allo smartphone serve a “mettersi in pari” con il mondo. Notifiche, messaggi, email, notizie: tutto viene controllato in pochi secondi. Dal punto di vista psicologico, questo comportamento può indicare un bisogno di controllo e di previsione.
Sapere subito cosa è successo mentre dormivamo riduce l’ansia legata all’incertezza e dà l’illusione di avere la situazione sotto controllo prima ancora di alzarsi dal letto.
In alcuni casi, controllare il cellulare appena svegli è una forma di ricerca di rassicurazione. Messaggi, like o notifiche diventano segnali che confermano la propria presenza nel mondo e nelle relazioni.
Questo non significa necessariamente dipendenza, ma può indicare una forte connessione emotiva con il telefono, visto come un ponte immediato con gli altri.
La psicologia sottolinea che questa abitudine è molto più frequente nelle persone che vivono periodi di stress, pressione lavorativa o sovraccarico mentale. Il cervello, ancora prima di essere pienamente sveglio, entra in modalità “reattiva”, pronto a rispondere a stimoli esterni.
Il problema è che iniziare la giornata in questo modo può aumentare il livello di tensione, soprattutto se le prime informazioni ricevute sono negative o urgenti.
Se il gesto avviene senza alcuna riflessione, quasi in modo compulsivo, può trattarsi di un automatismo appreso. Il cervello associa il risveglio allo smartphone, creando una routine difficile da interrompere.
In questi casi, non è il contenuto a essere importante, ma il gesto stesso. È una forma di stimolazione immediata che “accende” la mente, anche se non sempre nel modo migliore.
Gli effetti sull’umore e sulla concentrazione: i consigli degli psicologi
Diversi psicologi concordano su un punto: iniziare la giornata con il telefono può influenzare negativamente l’umore e la concentrazione. Il cervello, ancora in una fase delicata, viene bombardato da informazioni che non ha ancora le risorse per elaborare con calma.
Questo può portare a una sensazione di affaticamento mentale già nelle prime ore del giorno.
La psicologia non invita a eliminare del tutto questa abitudine, ma a diventarne consapevoli. Anche solo rimandare di 10–15 minuti il controllo del telefono, dedicando quel tempo a sé stessi, può fare una grande differenza.
Alzarsi, bere un bicchiere d’acqua, respirare profondamente o semplicemente guardare fuori dalla finestra aiuta il cervello a svegliarsi in modo più naturale.
Controllare il cellulare appena svegli non è “giusto” o “sbagliato” in assoluto. È un comportamento che parla di ritmi, bisogni e stato emotivo. Capirne il significato è il primo passo per riprendere il controllo delle proprie mattine, invece di iniziarle in modalità automatica.
E spesso, cambiare il modo in cui iniziamo la giornata significa cambiare anche il modo in cui la viviamo.





