Da tempo si discute sulla necessità di bloccare la vendita e la circolazione di automobili benzina e diesel: ora però, l’Europa fa dietrofront.
Auto elettriche e veicoli a motore endotermico, un dilemma che va avanti da tempo e che crea tantissime incognite, facendo impazzire gli automobilisti europei e ovviamente anche le industrie, scatenando dinamiche imprevedibili che coinvolgono tutto il comparto dell’automotive. Da qualche anno, l’Europa ha dichiarato guerra ai motori benzina e diesel, per favorire le motorizzazioni elettriche, e ora?

Cambia il regolamento che prevede la vendita di soli veicoli elettrici a partire dal 2035, anche perché ancora oggi si registrano una marea di problemi, i quali necessitano di tempistiche lunghe per poter essere risolti definitivamente. Il fatto è che l’Europa non è ancora pronta a dismettere i motori endotermici e a puntare solo sull’elettrico, e non lo sarà nemmeno tra dieci anni.
Blocco del commercio di automobili diesel e benzina dal 2035: l’Europa rivede il provvedimento
Le auto elettriche saranno l’unica alternativa nella mobilità del futuro? Probabilmente sì, ma non si tratta di un futuro immediato. Eh sì, perché il collasso del settore dell’automotive induce i Governi europei a riflettere. I veicoli elettrici costano ancora troppo per le tasche dei cittadini, inoltre le città non sono preparate e attrezzate per le ricariche.
Di auto nuove se ne vendono poche, anche se c’è un leggero rialzo rispetto ai quattro anni precedenti, duranti i quali il settore è stato affossato, mentre va ancora forte il mercato di seconda mano, quindi veicoli con motore diesel e benzina, e lo testimoniano i prezzi alti sull’usato, molto più elevati rispetto al periodo pre-pandemico.

Il pacchetto UE, approvato nel 2023, prevede che a partire dal 2035 vengano dismessi i motori alimentati a benzina e diesel, lasciando spazio solo a quelli elettrici. Eppure, in un mercato ancora fortemente legato alla motorizzazione termica e, al massimo, dove i veicoli più venduti sono ibridi, la UE ci ripensa: l’obiettivo zero emissioni deve essere rivisto e rimandato. È inevitabile.
Obiettivo zero emissioni rimandato, la UE ci ripensa e fa una nuova proposta
Entro il 2050 occorre raggiungere la neutralità climatica, ma i limiti rigidissimi applicati alle industrie automobilistiche non stanno dando grossi risultati. Le aziende sono in crisi, gli stabilimenti lavorano a regimi ridotti, i lavoratori del settore auto sono a rischio licenziamento, ma non solo, perché i comuni cittadini non riescono a cambiare auto, nemmeno a prenderne una usata, figuriamoci se riescono a spendere 25 mila euro per una city car elettrica.

Il problema è proprio a monte, tra l’altro l’Europa ha difficoltà anche nel reperire le batterie elettriche dall’Asia, dunque la transizione Green, necessaria per il futuro del pianeta, procede a rilento. Non è facile eliminare benzina e diesel nel giro di pochi anni, occorre prendere tempo. Il nuovo piano UE prevede un percorso più flessibile, annunciato pochi giorni fa dal commissario UE Tzitzikostas.
Promossi i nuovi carburanti sostenibili, come il bioetanolo, il biodiesel, l’HVO, meno inquinanti dei carburanti tradizionali, anche se comportano leggere emissioni. Dunque, la UE punta su altre strade, non solo sull’elettrico, e non ci voleva molto a capirlo. Molte aziende hanno ricominciato a produrre motori diesel, più sostenibili, ibride di nuova generazione, e-fuel, biocarburanti. La soglia del 2025, dunque è destinata a cadere.





