Per giorni si è parlato di domande ferme, risposte che non arrivano e istruttorie sospese.
Migliaia di famiglie hanno notato un’anomalia: pratiche presentate regolarmente che non avanzano, senza un vero rigetto ma nemmeno un via libera. Un silenzio amministrativo che ha fatto nascere dubbi e timori, soprattutto tra chi attende sostegni economici essenziali.
Dietro questo apparente blocco, però, non c’è un taglio né una strettanche una stretta improvvisa alle prestazioni. Al contrario, la ragione è molto diversa – e decisamente più favorevole per i cittadini.
La scelta di mettere in pausa alcune domande non è casuale. L’obiettivo è evitare che richieste potenzialmente valide vengano respinte sulla base di criteri ormai superati. In questa fase transitoria, infatti, le pratiche che risulterebbero negative con i vecchi parametri vengono semplicemente sospese, mentre quelle con esito positivo continuano il loro percorso senza rallentamenti.
Una decisione prudente, pensata per tutelare le famiglie in attesa di un cambiamento tecnico che avrà un impatto diretto sui requisiti economici. Ma qual è il vero nodo della questione?
Solo entrando nel merito si scopre il punto centrale: tutto ruota attorno a una profonda revisione dell’ISEE, entrata in vigore dal 1° gennaio 2026 con la Manovra economica. Le nuove regole rendono l’indicatore più leggero e più vantaggioso, soprattutto per chi ha figli o una casa di abitazione. Il problema è che i software non sono ancora completamente aggiornati. Per questo motivo l’INPS ha preferito bloccare temporaneamente le istruttorie che, con il sistema attuale, finirebbero respinte, ma che con il nuovo calcolo potrebbero invece essere accolte.
Le misure coinvolte non sono marginali: Assegno di Inclusione, Supporto per la Formazione e il Lavoro e bonus per i nuovi nati. Per l’Assegno Unico, invece, non ci saranno penalizzazioni: gli importi di inizio anno vengono calcolati con l’ISEE 2025 e conguagliati successivamente.
La riforma interviene su due leve decisive:
Casa di abitazione: il valore dell’immobile pesa molto meno nel calcolo, grazie a franchigie più alte che arrivano fino a 120.000 euro nelle grandi città metropolitane.
Figli nel nucleo familiare: aumentano sia le franchigie economiche sia i coefficienti della scala di equivalenza, che crescono progressivamente con il numero dei figli.
Il risultato è un ISEE più basso a parità di reddito, quindi una maggiore possibilità di rientrare nelle soglie previste per molte prestazioni sociali. Per alcune misure specifiche verrà utilizzato un nuovo indicatore dedicato, mentre per le altre resterà valido l’ISEE ordinario.
L’INPS è già al lavoro sull’aggiornamento delle procedure informatiche e ha iniziato ad adeguare alcuni moduli della Dichiarazione Sostitutiva Unica. Una volta completato il sistema:
tutte le DSU presentate dal 1° gennaio 2026 verranno ricalcolate automaticamente;
le domande oggi sospese verranno riesaminate con i nuovi criteri;
anche le attestazioni ISEE già rilasciate saranno integrate secondo le modalità che verranno comunicate ufficialmente.
L’obiettivo dichiarato è chiudere questa fase entro febbraio, riducendo al minimo i disagi. Nel frattempo, il congelamento non è un segnale negativo, ma una garanzia silenziosa: meglio attendere qualche settimana che perdere un diritto per colpa di un algoritmo non ancora aggiornato.
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