Da settimane diversi consumatori notano voci insolite in bolletta, piccoli importi che compaiono senza preavviso e senza che sia stata fatta alcuna richiesta formale.
Nessuna comunicazione preventiva, nessun modulo compilato, eppure qualcosa viene restituito. Non si tratta di un errore né di una promozione temporanea. Dietro questi accrediti c’è una novità regolatoria appena entrata in vigore, che sta iniziando a produrre effetti concreti proprio in questi mesi.
Ma di cosa si tratta davvero? Il meccanismo si attiva solo in determinate circostanze, quando qualcosa va storto nei rapporti con il fornitore. Ritardi, risposte che non arrivano, tempi che si allungano oltre il consentito.
Ed è proprio qui che entra in gioco la nuova regola: se l’azienda non rispetta le scadenze fissate, il cliente viene automaticamente indennizzato. Nessuna richiesta da presentare, nessuna trafila burocratica.
Gli importi non sono simbolici:
30 euro se il ritardo resta entro il doppio del tempo massimo previsto
60 euro se si va oltre
90 euro quando il ritardo supera addirittura il triplo dei limiti stabiliti
Il rimborso viene accreditato direttamente in bolletta e, se supera l’importo dovuto, si trasforma in credito per le fatture successive.
Solo a metà del quadro emerge il vero perimetro della misura. A introdurla è stata ARERA, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei consumatori.
I destinatari sono:
famiglie
piccole attività economiche
A patto che:
per l’elettricità si tratti di forniture in bassa tensione
per il gas i consumi non superino 200 mila Smc annui
Il rimborso scatta quando il fornitore non rispetta i tempi massimi di risposta a un reclamo. E attenzione: deve essere riconosciuto entro sei mesi dalla segnalazione.
Non solo. Con le nuove regole, presentare un reclamo diventa molto più semplice:
i fornitori sono obbligati a rendere disponibili telefono, indirizzo postale ed email, con una sezione reclami ben visibile sui loro siti.
E da luglio, sarà possibile inviare reclami online senza nemmeno registrarsi.
Una tutela che non fa rumore, ma che sta già cambiando le bollette di molti. E spesso, chi ne beneficia… non lo sa nemmeno.
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