Quando arriva l’inverno, le mura domestiche diventano il centro della vita quotidiana. Si lavora da casa, si trascorrono più ore sul divano, si dorme più a lungo.
Ma c’è un fattore invisibile che incide profondamente sul nostro benessere, sulle bollette e persino sulla salute: il microclima indoor.
Gli esperti da anni mettono in guardia su un errore molto comune: pensare che “più caldo” significhi automaticamente “più confortevole”. In realtà, una casa surriscaldata può provocare aria secca, affaticamento, mal di testa e disturbi del sonno, oltre a un aumento sensibile dei consumi energetici.
Non è un caso se, negli ultimi anni, si parla sempre più spesso di comfort termico intelligente, un equilibrio tra temperatura, umidità e qualità dell’aria. Un tema che riguarda non solo il portafoglio, ma anche la sostenibilità ambientale e la prevenzione di piccoli disturbi quotidiani.
Secondo medici e tecnici dell’efficienza energetica, vivere in ambienti troppo caldi durante l’inverno può avere effetti controproducenti. Il corpo umano, infatti, è programmato per adattarsi gradualmente al freddo stagionale. Quando la differenza tra temperatura esterna e interna è troppo marcata, aumentano i rischi di raffreddori, sbalzi termici e cali di concentrazione.
Dal punto di vista economico, poi, ogni grado in più sul termostato può incidere fino al 7% in più sui consumi. Un dettaglio che, su base mensile, pesa eccome sulle bollette. Non sorprende quindi che le istituzioni e gli esperti di energia continuino a raccomandare un uso più consapevole del riscaldamento domestico.
Ed è proprio qui che si arriva al punto chiave. Qual è davvero la temperatura ideale da tenere in casa durante l’inverno?
Secondo le linee guida di esperti del settore energetico e della salute, la temperatura ottimale negli ambienti domestici dovrebbe essere compresa tra 19 e 21 gradi durante il giorno. Questo range garantisce un buon livello di comfort senza stressare l’organismo né il sistema di riscaldamento.
Per la notte, invece, gli specialisti consigliano di abbassare ulteriormente: 16-18 gradi favoriscono un sonno più profondo e naturale, riducendo anche la secchezza dell’aria.
Nelle stanze meno utilizzate, come corridoi o ripostigli, è sufficiente mantenere una temperatura più bassa, evitando inutili sprechi. Il consiglio finale degli esperti è chiaro: meglio indossare uno strato in più che alzare il termostato. Una scelta che fa bene alla salute, all’ambiente e al bilancio familiare.
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