Guardando alle pensioni 2026 ci sono delle novità in atto: gli importi aumentano per adeguarsi all’inflazione e il calendario dell’erogazione dei trattamenti è soggetto a cambiamenti. Scopriamo di seguito di cosa si tratta.
Il momento della pensione segna sempre un passaggio di vita significativo: si tratta di un periodo delicato in cui si ridefiniscono i ritmi della propria routine e si perde la propria identità lavorativa. Se per alcuni questa nuova fase è difficile e non sempre comporta sentimenti positivi, per altri rappresenta l’occasione per ritrovare hobby, passioni e interessi messi da parte per via del lavoro, riscoprendo se stessi e dedicandosi al riposo.
Andare in pensione ha sicuramente molti pregi, ma non mancano i contro: tra questi c’è il doversi muovere nel complicato universo previdenziale sempre in costante mutamento.
Il mondo delle pensioni è difficile da capire ed è soggetto a cambiamenti continui, dovendo sempre tenersi ben aggiornati per non avere brutte sorprese. Scopriamo di seguito alcune novità e i cambiamenti previsti per questo ingranaggio complesso per il 2026, in particolare guardando al calendario delle erogazioni dei trattamenti.
Quello della pensione rappresenta un ingranaggio intricato, difficile da comprendere del tutto visto che è soggetto a complesse implicazioni e costanti cambiamenti. In tutto questo, è importante tenersi ben informati sulle novità riguardanti l’universo delle pensioni.
Guardando al 2026 si parla dei cambiamenti delle date di pagamento dei trattamenti. Le erogazioni seguono il meccanismo della Legge n.205 del 2017, prevedendo i pagamenti il primo giorno bancabile.
Questo coincide con quello in cui poste e banche sono attive: la differenza tra i due è che le poste sono aperte anche di sabato a differenza delle banche che invece operano da lunedì a venerdì. Entrambe sono chiuse la domenica e nei giorni festivi. In caso il primo giorno bancabile cada di sabato oppure domenica l’erogazione slitta a lunedì. Fa eccezione il sabato per le poste, che essendo aperte procedono con l’erogazione dei trattamenti.
Quindi nel 2026 le pensioni vengono pagate il primo giorno bancario del mese ma c’è un’eccezione: si tratta di gennaio, in cui il saldo è previsto il 2. Questo accade perché vengono inglobate a inizio anno le rivalutazioni ISTAT sulla base dell’inflazione. L’adeguamento determina un aggiornamento nei sistemi, rendendo necessario più tempo per l’INPS e facendo slittare il giorno dei pagamenti dei trattamenti di gennaio.
Guardando ai giorni festivi del 2026 è possibile già stilare già un calendario preciso dei giorni in cui le pensioni saranno erogate. A gennaio nel caso delle poste il trattamento sarà saldato il 3 gennaio, mentre in quelle banche il 5.
Altro elemento importante per il nuovo anno sono i cambiamenti negli importi adeguati all’inflazione ISTAT, pari al’1,4%. Questo adeguamento mira a mantenere il livello delle pensioni in linea con il costo della vita, in aumento nel 2025. Questo comporta un aumento degli importi delle pensioni ai quali si affianca un altro incremento. Nel caso delle pensioni minime ci sarà una maggiorazione di 20 euro al mese per gli over 70, mentre per i 65enne in caso di 20 anni di contribuiti: per quanto piccolo questa aggiunta è comunque utile, considerando che è su base mensile.
C’è qualcosa di nuovo che sta accadendo nelle abitazioni di ultima generazione. Un cambiamento silenzioso,…
Nel mondo della bellezza sta accadendo qualcosa di insolito. Un prodotto anonimo, senza testimonial famosi…
Bisogna fare attenzione a tutto, specialmente quando si utilizzano alcune applicazioni: ecco come i ladri…
C’è un’abitudine che compiamo ogni giorno, spesso in automatico, senza mai metterla in discussione. È…
C’è qualcosa che molte persone ignorano ogni giorno, passando davanti alla propria porta di casa.…
Un serpente può davvero nascondersi in ogni posto in casa, e spaventarti per lo shock…