Tantissimi italiani stanno ricevendo PEC o raccomandata da società di recupero crediti, ma sapete come bisogna rispondere? Scopriamolo subito
Nel corso delle nostre vite, può arrivare il momento in cui dimentichiamo di pagare delle bollette o altro e di ricevere comunicazioni poco gradite che ci lasciano devastati.
Ricevere una raccomandata o una PEC da una società di recupero crediti non è di certo un bel momento: poche righe e qualche cifra spropositata possono sicuramente gettarci nello sconforto. Spesso e volentieri, i toni sono intimidatori e viene richiesto il pagamento di somme di denaro che probabilmente nemmeno ricordiamo.
In questi momenti, tuttavia, con un briciolo di calma e con lucidità è possibile organizzarsi al meglio e ricevere spiegazioni dettagliate. I cittadini, nella stragrande maggioranza dei casi, scelgono due strade: c’è chi decide di pagare immediatamente, spaventati da termini come “azioni legali” che incutono sempre timore. Altri, invece, decidono di non pagare e di lasciar perdere completamente. Queste due “strategie” sono completamente sbagliate: la comunicazione non va ignorata, ma ci sono delle risposte che possono fare la differenza.
Dopo aver ricevuto una comunicazione da parte di una società di recupero crediti, c’è la necessità di conoscere i comportamenti da attuare in casi simili. La pagina Instagram Avvocato_castellano, in realtà, ha fornito una spiegazione dettagliata su come gestire una situazione simile.
Nella lettera di risposta, la cosa migliore da fare è quella di iniziare con un tono formale. “Spettabile (nome della società” è sempre un ottimo inizio. A questo punto, bisogna specificare che non si riconosce la titolarità del credito preteso: il cittadino ha tutto il diritto di chiedere prove e di ricevere indizi in merito alla legittimazione dell’esistenza del credito.
Il cittadino può tranquillamente richiedere una documentazione completa, facendo richiesta anche del credito e i dettagli dell’importo richiesto. Come scritto nell’articolo 119 del Testo Unico Bancario (TUB), il cliente ha diritto di ottenere, entro 90 giorni, copia della documentazione relativa alle operazioni bancarie degli ultimi dieci anni. Nella parte conclusiva della lettera, si può anche contestare la prescrizione del credito richiedendo elementi per poter riconoscere l’interruzione della prescrizione.
Come potete vedere, ci sono diverse strategie da attuare: prima di fiondarsi e di pagare, il cittadino può tranquillamente richiedere dettagliatamente la natura del credito e soprattutto ogni singola informazione. Mai tralasciare però avvisi così importanti: la negligenza non è mai un’ottima cosa. Ricordiamo infine che la legge non ammette ignoranza: le società di recupero credito sono legali, ma devono essere comunque iscritte ad un elenco speciale vigilato dalla Banca d’Italia per poter operare.
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