Guardando al 2026 ci sono novità importanti sul fronte delle pensioni, che prevedono una serie di aumenti. Scopriamo di cosa si tratta e a chi spettano: quest’anno l’aumento è doppio, per la gioia di milioni di italiani.
Quando si parla di pensioni guardando all’Italia si fa riferimento a un ingranaggio estremamente complesso, reso intricato da implicazioni, cavilli, cambiamenti e trasformazioni costanti.
Il mondo previdenziale è reso sempre più complicato dalla situazione che domani l’Italia, frutto di un mix di fattori per nulla positivi quali la natalità in discesa, l’aspettativa della vita che si allunga, l’entrata nel mondo del lavoro slittata per molti giovani e i contribuiti sempre più discontinui.
In tutto questo, la spesa dello Stato per le pensioni è aumentata in modo spropositato, comportando tagli e non poche difficoltà. In tutto questo, il quadro si fa sempre più complicato, rivedendo i fondi e le modalità connesse alle erogazioni.
Dando uno sguardo al 2026 ci sono delle novità in atto importanti: in particolare, per fortuna non sono previsti tagli, ma un doppio aumento.
Tra i tanti cambiamenti riguardanti il mondo delle pensioni, spicca un aggiornamento positivo per milioni di italiani. Nel nuovo anno sono previsti degli incrementi per determinate categorie di pensionati. Per quanto si parli di piccole cifre, viene comunque comodo: una pensione aumentata anche di poco fa la differenza sul bilancio familiare mensile.
Gli importi del trattamento previdenziale vengono aumentati nel 2026 in base alla rivalutazione ISTAT, fissata all’1,4%.
Questo incremento è finalizzato per allineare la pensione al costo della vita: grazie a questo aumento la pensione minima arriva a 611,85 euro. A questo incremento, già molto apprezzato, se ne aggiunge un altro che riguarda tantissimi pensionati. Scopriamo chi ha diritto a un’ulteriore maggiorazione della pensione.
Oltre alla rivalutazione sulla base dell’inflazione, la pensione aumenta ulteriormente in presenza di determinati requisiti.
È la Legge di Bilancio 2026 a prevede un ulteriore aumento per la pensione. Questo non spetta a tutti i pensionati e consiste in un’extra di 20 euro mensili, che si aggiungono alla maggiorazione già introdotta nel 2025. Questo porta a un incremento complessivo del trattamento di 155 euro netti.
Si tratta di una somma che fa la differenza mensilmente, tenendo conto che se si somma alla pensione minima innalzata sulla base dell’inflazione ISTAT, raggiungendo così i 770 euro mensili.
L’extra dei 155 euro bisogna sottolineare come spetti solo a chi ha la pensione minima, è over 70 oppure ha 65 anni e 20 anni di contributi. Nel 2026 per la primissima volta la maggiorazione spetta ai pensionati che sono nati tra il 1955 e il 1960. L’incremento non scatta automaticamente, ma è il pensionato a doverne fare domanda tramite il portare dell’INPS oppure affidandosi a un caf, un patronato o un contact cnter multicanale.
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