Alcuni semplici gesti possono rivelare l’esistenza di una subdola malattia legata alla perdita di capelli: quali sono i sintomi e a cosa prestare attenzione.
Moltissime persone soffrono di una subdola malattia, legata a un disturbo psicologico. Secondo le stime, quasi il 3% della popolazione mondiale accuserebbe tali sintomatologie, e a esserne più colpiti sono le donne adulte e i bambini in tenera età. L’esordio spesso avviene in età preadolescenziale, per poi peggiorare nel corso degli anni. Di quale malattia si tratta?
Viene chiamata tricotillomania, ovvero un disturbo psicologico caratterizzato dal continuo strapparsi ciocche di capelli, a volte le stesse ciocche vengono addirittura ingoiate. Si tratta di un atteggiamento morboso e compulsivo legato al cuoio capelluto, ma che a volte coinvolge anche le ciglia e le sopracciglia, mentre negli uomini può coinvolgere anche i pelli della barba e del corpo.
Nell’80% dei casi, come accennato, la tricotillomania interessa le donne adulte, e genera grandi disagi per via dell’aspetto fisico, nonché per via di un comportamento bizzarro quando si è insieme alle altre persone. Le persone che ne soffrono si strappano continuamente i capelli, singolarmente o a ciocche, causando quindi un danno estetico non indifferente.
Spesso, è la conseguenza a un periodo di forte stress, a stati di ansia e tensione accentuati, con questo curioso gesto che si pone come una sorta di sollievo e di appagamento. Ma un gesto simile causa diradamento e e alopecia nei soggetti malati, quindi la testa mostra chiazze calve o diradate. In certi casi più gravi, il soggetto si porta i capelli alla bocca, per ingoiarli.
La deglutizione di ciocche di capelli comporta la formazione di tricobezoari, ossia masse di peli difficili da digerire e che possono causare problemi gravi a livello gastrointestinale. Il disturbo crea imbarazzo nei soggetti colpiti e non è facile da combattere. La diagnosi di tricotillomania si basa sui criteri del DSM-5-TR, che principalmente sono il ripetuto strappamento di capelli e peli, disagio psicologico e incapacità di rinunciare al gesto.
La tricotillomania è una malattia abbastanza diffusa, ma non è legata all’alopecia, in quanto i pazienti che ne sono affetti perdono i capelli perché li strappano volontariamente. È più che altro una patologia connessa a un disturbo cognitivo comportamentale. Le cause possono essere legate a disturbi di personalità, ai disturbi da deficit di attenzione (ADHD), o disturbi alimentari, come bulimia e anoressia.
Per contrastarla è importante agire sul comportamento, limitando il gesto attraverso terapie cognitive e psicologiche e l’uso di farmaci specifici, come gli antidepressivi inibitori selettivi della serotonina. Negli ultimi tempi sono state sperimentate nuove terapie, maggiormente efficaci, che riducono i sintomi, come l’uso di antipsicotici, ad esempio l’olanzapina, che ha dato risultati incoraggianti.
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