Emergenza sanitaria e corruzione radicata, è il quadro denunciato nella Regione Calabria: l’allarme lanciato da AVS.
È emergenza sanitaria in Calabria, con il partito di Alleanza Verdi Sinistra che annuncia una mobilitazione per fare luce su un bilancio regionale poco chiaro e che evidenzia una profonda e radicata corruzione. A Lamezia Terme si è tenuta la conferenza indetta da AVS sull’emergenza sanitaria calabrese. Al tavolo, la Sinistra ha dichiarato di essere pronta a una grande mobilitazione su tutto il territorio.
Deficit sanitario nella Regione, dove moltissime cose non quadrano in bilancio. AVS chiede di separare il bilancio regionale dalle risorse che provengono dallo Stato, alla luce di una situazione drammatica che vede letteralmente sparire il denaro destinato alle strutture pubbliche, causando problemi enormi ai cittadini e ovviamente a tutti gli addetti alla sanità pubblica.
Riguardo alla ripartizione del fondo sanitario, emergerebbero forti incongruenze, con il denaro che non giunge a destinazione, un’ingiustizia che viene denunciata da tempo ma che “da parte del governo regionale c’è una narrazione fantasiosa che non corrisponde alla realtà. In Calabria si muore quotidianamente di sanità”, affermano gli esponenti di AVS.
Il risultato è che tutto settore pubblico si mobilita, trasferendosi in quello privato. Lavoratori e cittadini che si spostano sul privato, perché il comparto pubblico versa in condizioni pietose. “Non bastano 500 medici cubani per uscire dall’emergenza, non si possono fare assunzioni, ma si vuole mantenere questa condizione per fare le solite ruberie”, lamenta Santo Giuffrè.
Il pericolo è che nel prossimo futuro potrebbe saltare l’intero comparto sanitario calabrese, con i livelli essenziali di assistenza che non possono essere garantiti, anche perché in Calabria si registra il 43% di malati cronici. Una fotografia terribile che mette in luce uno scandalo tutto italiano, profondamente radicato al Sud. Dall’inizio dell’anno, sono 141 le persone indagate per accordi poco chiari e mazzette.
Tra appalti truccati, mazzette, denaro sparito dal fondo pubblico, certificati falsi, concorsi pilotati, la Calabria mette in luce un sistema allarmante e radicato. Giuseppe Borrello, referente regionale di Libera Calabria, parla di una situazione fuori controllo, alimentata anche dalla ‘Ndrangheta. Grazie ai capitali di cui dispone, questa riesce a insidiarsi in tutti i settori.
Le inefficienze e i disservizi ricadono su tutti i cittadini, i quali poi perdono fiducia nelle istituzioni. Il numero maggiore di indagini si concentra al Sud Italia, ma non sono esenti anche Centro e Nord, seppur in maniera minore. In testa Campania e Calabria per scandalo corruzioni e per numero di indagati. Il problema, come sottolinea Borrello, “è la diffusione di una mentalità che fa passare la corruzione come una cosa normale”.
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